domenica 28 dicembre 2014

#01 Come (non) passare Capodanno

Natale è passato, grazie al cielo. Avete speso metà del vostro stipendio mensile in regali che sono riapparsi su Ebay il giorno dopo (la collezione di apribottiglie vintage per la vostra zia astemia, forse non è stata un'ottima idea) e l'altra metà è sparita fra ansiolitici e bottiglie di whisky. Adesso rimane solo da sfangare Capodanno. Il che sarebbe molto meno difficile se non aveste aspettato la vigilia di Natale per ubriacarvi e dire ai vostri amici tutti i motivi per cui li odiate, riducendo drasticamente la loro disponibilità a passare il 31 con voi.
Alla fine optate per la famiglia, che difficilmente può rifiutare un vostro autoinvito. Vi preparate con una massiccia dose di tranquillanti e convincete il vostro flirt del mese a venire con voi.
La vostra famiglia, grande complicata e instabile, per tradizione festeggia le ricorrenze riunendosi e abbandonandosi a un crescendo di alcool, danze, litigi a colpi di stoviglie, pianti isterici e mezzore di abbracci in memoria degli antenati defunti. Tuttavia, da quando gli antenati defunti rappresentano una maggioranza schiacciante sull'albero genealogico e la gioventù ha smesso di riprodursi o si è ritirata nella vita autarchica con i propri partner, i festeggiamenti si sono ridotti agli ultimi due punti del programma.
La sera del 31 vi ritrovate quindi seduti a tavola con vostra madre, vostro padre, il vostro accompagnamento del mese, un amico che è stato lasciato dalla fidanzata la sera stessa e un parente distante che non avete mai visto prima. A causa delle alte percentuali di diazepam che circolano nel vostro sangue, fate difficoltà a mettere a fuoco il piatto, il tavolo e quel che c'è intorno, e forse è per questo che non sentite i commenti idioti che vostro padre sta facendo sul grado di cottura della carne e vi rendete conto della situazione solo quando un piatto di lasagne sbaglia traiettoria e, mancando di pochi millimetri il vostro viso, abbatte con un colpo secco il parente lontano, che finisce riverso con la faccia nella salsa piccante.
Cinque minuti dopo, mentre state salvando il parente lontano dall'annegamento nella salsa piccante e lui vi confida di essere il vostro vero padre, i vostri presunti genitori continuano a misurarsi a colpi di piatti, babà al rum e strumenti musicali (finalmente la chitarra che vi hanno regalato a quindici anni trova un uso), l'amico abbandonato si è chiuso in bagno per cercare dei barbiturici con cui suicidarsi e il vostro accompagnamento si sta facendo dei selfie davanti all'albero di Natale, per pubblicarli su Facebook, Twitter e Instagram a suon di #capodanno #megaparty #tantocibo #tantabamba #bevobevobevo e #grandeatmosfera

In tv danno il conto alla rovescia

a meno 3 il parente non tanto distante vi vomita addosso

a meno 2 squilla il vostro cellulare, è un messaggio con foto dei vostri amici, che hanno appena incontrato Matthew McConaughey e Reneé Zellweger a una festa in piazza

a meno 1 una zuppiera d'epoca mette fine al countdown sfondando lo schermo del televisore, un secondo esatto prima che i botti illegali dei vicini esplodano tutti assieme sul loro balcone facendo precipitare l'intera facciata del vostro palazzo in strada e aprendovi un meraviglioso squarcio sul cielo stellato di un nuovo anno.
Nel concerto di botti, grida, tappi di spumante e squilli di cellulare che segue, vostro padre (quello della zuppiera) abbraccia vostra madre, l'altro padre abbraccia l'albero di Natale e l'amico suicidario esce dal bagno, abbraccia il vostro accompagnamento e inizia a limonarci duro, mentre voi afferrate lo smartphone, e con molta calma, cominciate a fare gli auguri a tutti.

Buon 2015!

Tanti cari auguri!


Felice Anno Nuovo!! 



domenica 14 dicembre 2014

#00 Come non impazzire

Forse vi è appena capitato di marciare verso la stazione con tutta la foga dovuta alla fine del lunedì lavorativo, in unione a non specificati pensieri maniacali, quando una delle vostre scarpe lunghe due centimetri più del piede ha preso il volo ed è andata a centrare in pieno un tizio molto grosso e dall'aria molto truce. L'armadio in questione vi si è piazzato davanti assetato di sangue, ma voi avete continuato a inondarlo di scuse, finché non è arrossito e ha cominciato a scusarsi a sua volta e il suo imbarazzo, di rimando, vi ha scagliato alle vette del disagio, inducendovi a interrompere bruscamente la conversazione, roteare su voi stessi di 180 gradi e fuggire zoppicando verso la stazione. 
Siete saltati al volo su un treno che aveva tutte le caratteristiche del vostro treno delle 19:00 (le porte difettose, gli scompartimenti senza riscaldamento, il ritardo di 10 minuti) ma evidentemente non lo era, dato che è partito nella direzione opposta. Quando, due secondi dopo, è passato il controllore e vi ha chiesto il biglietto, una decina di tic vi hanno devastato simultaneamente il volto e vi siete lanciati urlando contro le porte, nel tentativo di sbloccare a testate il freno a mano. Il controllore e due poliziotti vi hanno lanciato fuori dal treno alla stazione successiva, dove vi siete trovati di fronte l'energumeno con la vostra scarpa e un mazzo di rose rosse.
È stato allora che vi è venuto il sospetto di aver bisogno di una vacanza.


No, probabilmente non vi è capitato.

In realtà neanche a me.

Ma sarebbe stato un buon pretesto per aprire un blog.